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Sardegna

 

E siamo partiti di nuovo alla volta dell’Italia profumata di basilico e pomodori freschi. La macchina piena fino al soffitto di bagagli sfrecciava lungo le strade d’Europa bagnate di pioggia per potersi finalmente tuffare nella luce abbagliante del sole del sud. Con la mappa aperta sulle ginocchia sonnecchiavo seduta davanti, felicemente immersa nel viaggio.

Sardynia 6
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Sardynia, morze, klify

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Sardynia 1
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Sardynia, kozy, stado kóz

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Sardynia 4
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Sardinia, drought

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Sardynia 6
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Sardynia, morze, klify

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Sogno Siciliano

 

Il luglio di quest’anno si avvicinava così incerto, come alla fine incerto, ha fatto irruzione nella nostra vita. Sapevamo fin dall’inizio che era l’unico momento che avevamo a disposizione per fare avverare i sogni che durante le lunghe serate invernali ci sussurravamo appena, tanto era il timore di non riuscire a realizzarli. Il sogno siciliano che riscaldava le notti fredde e illuminava i giorni piovigginosi doveva diventare realtà. Il percorso per raggiungerlo era stato programmato in modo tale che la strada che ci avrebbe condotto a destinazione avrebbe attraversato luoghi diversi da quelli che avremmo attraversato al ritorno.

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Katania domy z lawy_m
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Etna vulcano_m
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Chi sono

Weronika Madryas è dottore di ricerca in materie umanistiche. Ha tenuto lezioni accademiche di comunicazione sociale e relazioni pubbliche all’Istituto di giornalismo e comunicazione sociale all’Università di Breslavia.

Ha pubblicato i suoi primi saggi nel periodico della società accademica dell’Università di Breslavia e nelle riviste regionali Jaćwież e Świat Sobótki. Ha collaborato anche con Profile, rivista delle comunità polacche all’estero.

È stata membro della giuria del concorso letterario per alunni di scuola elementare Moja wrocławska baśń (La mia favola di Breslavia), organizzato dal Centrum Edukacji Kulturalnej Dzieci i Młodzieży (MDK, Casa della cultura giovanile) di Breslavia. Fa parte, inoltre, della Società polacca di biblioterapia e conduce laboratori di fiaboterapia per i bambini in età prescolare e quelli con esigenze educative speciali.

Con la casa editrice DWE ha pubblicato nell’ottobre del 2008 il suo primo romanzo Portret Laury (Il ritratto di Laura). Nel maggio 2009 ha pubblicato una raccolta di fiabe (DWE), nel 2010 il romanzo W cieniu Laury (All’ombra di Laura; DWE), nel 2011 la fiaba Czarnoksiężnik Nenu (Il mago Nenu). Con la casa editrice PRINTEX, nel 2012 ha pubblicato il racconto Bajka (Favola) da cui è stato realizzato anche un audiolibro con la voce dell’attore  Paweł Deląg, nel 2013 ha pubblicato sempre con PRINTEX Baśnie Weroniki (Le fiabe di Weronika). Nel 2014 ha pubblicato Baśnie dla Ani (Fiabe per Anna; DWE), Opowieści skrzata Ernesta (I racconti del folletto Ernesto; PRINTEX), Tajemnice skrzata Ernesta (I segreti del folletto Ernesto; PRINTEX) e nel 2015 la raccolta di poesie Wiersze Weroniki (Le poesie di Weronika; Miniatura) nonché la raccolta bilingue di fiabe Baśnie srebrzystego księżyca (Le fiabe della luna argentata; DANA). Nel 2016 ha pubblicato un secondo volume di poesie Wiersze ze snów utkane (Poesie tessute dai sogni; Miniatura), la raccolta di fiabe terapeutiche Księga Malców (Il grande libro delle creature del bosco; Miniatura), una serie di libri per bambini Biblioteczka małego człowieczka (La biblioteca dei piccoli; PRINTEX). Nel 2017 ha pubblicato i suoi versi nell’antologia dei poeti contemporanei (casa editrice ASTRUM).

Nel novembre 2017 la fiaba Drzewo i ptak (L’Albero e l’Uccellino) è stata presentata al Bookcity di Milano; mentre l’opera Ninnananna della luna argentata è stata incisa sul cd di Jerzy Filar Dwie dusze (Due anime).

Del 2017 è il racconto Ania z Baśniowego Zielonego Wzgórza (La rivisitazione in fiaba di Anna dai capelli rossi; Miniatura), tradotta in lingua inglese e attualmente in vendita al museo di Anna dai capelli rossi in Canada. Nel giugno del 2018 è stata pubblicata in versione italo-polacca la raccolta dal titolo Fiabe delle stelle dorate illustrato dagli alunni delle scuole elementari della comunità polacca di Palermo.

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La mia bella Italia.

Estate 2019, Arena di Verona, Carmen

Le fiabe della luna argentata

Lago di Garda, Caffè in Bardollino

Weronika lago di garda caffe in bardolin

Italia, Roma, gennaio 2015

Nell’inverno del 2015 escono “Le fiabe della luna argentata”, la mia prima pubblicazione italo-polacca. Il libro è frutto di un incontro eccezionalmente stimolante con la giornalista Danuta Wojtaszczyk, redattrice del giornale Nasz świat, che vive a Roma da molti anni. Questo incontro ha segnato anche l’inizio della nostra amicizia. Il secondo libro in versione italo-polacca è “Le fiabe delle stelle dorate” a cui tra il 2018 e il 2019 sono stati dedicati incontri e laboratori.

Milano, novembre 2017, Bookcity Milano

L’invito al Bookcity di Milano è stato per me un grande onore, poiché la mia fiaba “L’albero e l’uccellino” è stata scelta dagli organizzatori e rappresentata in uno spettacolo teatrale. All’epoca non studiavo ancora l’italiano, ma questo non mi ha impedito di godermi lo spettacolo. La piccola, a quel tempo, Ania stava seduta su un cuscino ovale in prima fila e sembrava anche lei completamente rapita da ciò che accadeva in scena.

Poi, siamo andate in giro per la città illuminata dal sole autunnale, circondate dalla maestosità della meravigliosa architettura, dalla vita frenetica e dal profumo della pizza.

Sicilia, giugno 2018, Incontro letterario a Palermo

Sono arrivata a Palermo di notte, accompagnata da mia figlia Ania e dai miei genitori. La casa in cui abbiamo alloggiato era situata su una collina da cui si apriva una splendida vista sulla città, di giorno sommersa dal sole e di notte dalla luce dei lampioni.

Durante l’incontro, i bambini sia italiani sia polacchi hanno cantato insieme “Fantasia”. Di quel pomeriggio ricordo una sensazione di sublimità e una grande commozione. Sono stati dei momenti indimenticabili.

Sicilia, Salerno, Lago Patria, maggio 2019

Laboratori letterali a sostegno del bilinguismo dei bambini polacchi in Italia

Poco meno di un anno dopo ero di nuovo in Sicilia. Questa volta ero in viaggio con Ania e mio marito Mariusz. Palermo ci ha accolti con un cielo perfettamente azzurro, un intenso profumo di caffè e con un dolce alle fragoline di bosco che Ania divorava non appena ne aveva l’occasione. Ogni giorno attraversavamo il vivace mercato in centro città.

I bambini della scuola italiana avevano preparato con grande impegno il menù siciliano del folletto del bosco. In questo sforzo creativo si sono divertiti e hanno riso molto.

Alla scuola polacca ci aspettava una sorpresa: i bambini avevano costruito il folletto e la sua casetta. Mi hanno sorpreso molto i piccoli mobili e la dispensa ben fornita del folletto.

Dopo qualche giorno ci siamo spostati sulla pittoresca costa amalfitana, che è di una bellezza da togliere il fiato. Anche lì ci aspettavano i bambini che con grande entusiasmo avevano creato le illustrazioni per la fiaba.

L’ultima fermata di questo viaggio è stata a Lago Patria dove gli alunni della scuola italiana mi hanno commosso con lo spettacolo delle marionette “La siesta di Eugeniusz”. Siamo capitati alla scuola polacca il giorno in cui si celebrava la festa della mamma. Subito dopo il laboratorio ci siamo quindi uniti a un’allegra festicciola.

Napoli ci ha salutati con una pioggia calda e intensa, come se desiderasse portare via la tristezza dell’addio dal momento da favola che avevamo vissuto in Italia.

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Le fate

Il giardino e la casetta

 

Alcuni narrano che le fate nascono quando il sorriso di un bambino viene ripetuto tre volte dall’eco, ma nessuno ne ha la certezza. Che sia così o no, nel mondo ci sono molte fate, anche se non è affatto facile incontrarne una per puro caso. Esse, infatti, compaiono solamente quando il loro aiuto è indispensabile. Nella vita di tutti i giorni preferiscono starsene per conto loro, lontane dal baccano e dal caos a cui sono abituati i comuni mortali.

Solitamente le loro casette si trovano al limitare del bosco, un po’ nascoste nel folto verde di piante e cespugli perennemente in fiore.

Molte fate hanno una grande passione per le rose, i cui boccioli e calici sono custoditi da gambi armati di spine.

Su morbidi prati crescono numerosi quadrifogli e delicate margherite. In disparte, in ciuffetti profumati, crescono mirtilli, fragoline di bosco ed erbe con cui le fate fanno sciroppi e brodi con proprietà magiche e speciali.

I giardini delle fate sono tra loro abbastanza simili e solo un osservatore attento può notare le differenze tra i generi delle piante e dei fiori e apprezzare il progetto artistico dell’apparente disordine.

Dopo aver percorso uno stretto sentiero ricoperto di sassolini luccicanti, ai cui margini, da entrambi i lati, crescono fiori azzurri, si arriva alla porta di legno che da tradizione è sempre socchiusa. Solo nei giorni freddi, di pioggia, vento e neve, la porta rimane ermeticamente chiusa. In questi casi basta tirare la cordicella che smuove il cuore del campanellino di ottone. La fata viene avvertita così dell’arrivo di un ospite.

Le casette delle fate, anche se piccole, sono estremamente accoglienti. In mezzo al salotto, su un tavolino rotondo, c’è la sfera di cristallo al cui interno svolazza una polvere dorata. Lì vicino, su un vassoio d’argento riposa la bacchetta magica con il manico decorato da frammenti di vetro e la punta a forma di stella. Le bacchette delle fate si differenziano tra loro per lunghezza e decorazione.

Di solito, l’ospite che aspetta l’incontro con la padrona di casa viene fatto accomodare su un comodo divano e si appoggia su panciuti cuscini ricamati. La fata, intanto, prepara uno spuntino, ovvero una bevanda profumata, biscotti friabili e marmellata.

D’inverno, nel caminetto scoppietta il fuoco, mentre d’estate un vento amico rinfresca l’aria con delicate folate.

Può capitare che il gatto della fata, sdraiato sul davanzale della finestra o su un pouf, sia in vena di compagnia e intrattenga l’ospite conversando.

Le officine delle fate, che sono sia una specie di laboratorio sia un pensatoio si trovano nel sottotetto. Ad esse conducono delle strette scale a chiocciola. Per aprirne la porta è necessaria una chiave che ogni fata porta sempre con sé.

"Witajcie w mojej bajce"

Szlana kula z kolibrem i kwiatami

Wydarzenia

Palermo plakat wydarzenie literackie
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